domenica 13 dicembre 2020

Ministro Speranza, veterocomunista o novello Marchese del Grillo?

La Treccani riporta alla voce “veterocomunismo”: … comunismo di impostazione ideologica e operativa ormai vecchia e superata, non più adeguato alla situazione moderna.

Nella vicenda del colore delle Regioni, il comportamento dei Ministri Speranza e Boccia è stato coerente con la loro formazione ideologica di vetero-comunisti.

Nessuno discute le scelte scientifiche adottate ma i loro comportamenti attuativi autoritari, senza coinvolgimenti, ne spiegazioni.

La scelta del colore delle Regioni, i passaggi da un colore all’altro delle stesse, sono state decise e comunicate senza una riga di illustrazione tecnica e scientifica.

Questa è la decisione, noi siamo la verità rivelata: questo deve bastare, i sudditi devono solo obbedire.

Ha ragione il Presidente Giani, se decidi di non far passare la Toscana, da Arancione a Gialla, facendo un danno economico enorme a tutta la Regione, devi comunicare su quali dati sanitari si è fondata la scelta, far conoscere quali erano i parametri della Toscana insufficienti a garantire il passaggio, quali dei 21 criteri stabiliti per la collocazione in Regione Gialla, avevano sforamenti in Toscana.

Nessuno contesta il diritto dovere del Governo a decidere in questa grave Pandemia, ma la società civile Toscana ha diritto a sapere su quali basi scientifiche si basano tali decisioni, quali i parametri sono stati superati, perché la Lombardia SI e la Toscana NO.

Non dare i dati scientifici alla base delle decisioni, in un tema vitale per la popolazione toscana, identifica un modo di concepire la gestione del potere che noi Riformisti, chiamiamo vetero-comunista, “io decido, tu taci e obbedisci”, ma che si potrebbe anche illustrare con la frase che il mitico Alberto Sordi pronunciò a Lucca, nel loggiato dello stupendo Palazzo Pfanner, nelle vesti del Marchese del Grillo.

“Io so Io e voi siete un cazzo….”

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva




 

 

 

sabato 12 dicembre 2020

Governare gli Italiani non è impossibile, è inutile

La frase di Benito Mussolini, che aborro citare per il male assoluto che è stato per gli Italiani, è ancora, però, molto attuale.

Siamo un popolo che è riuscito ad eleggere oltre 300 parlamentari grillini, il 90% assolutamente inadeguati. 

Portare un venditore di fumo e caldarroste come Salvini al 30%. 

Osannare per la Presidenza della Repubblica un guitto di seconda scelta come Grillo, le cui adunate oceaniche al grido di “vaff” somigliavano, per intelligenza, a quelle sotto il balcone di piazza Venezia al grido di “Guerra.. Guerra”

Abbiamo un Presidente Conte, preso con le mani nella marmellata, che nottetempo, ha cercato di mettere le mani su 200 miliardi dell’Europa, con una sua task force personale di 300 consulenti pagati e acquisire al suo patrimonio i Servizi Segreti Italiani.

Matteo Renzi, in una situazione difficile del Paese, denuncia pubblicamenet e coraggiosamente in Senato, questo tentativo di espropriare le Istituzioni previste dalla Costituzione e smaschera una proposta assurda.

E che cosa succede?

Tutti dicono che Renzi a ragione, nel metodo e nel merito, perché è una indecenza che nel piano di Conte siano previsti solo 9 miliardi sulla Sanità e 3 miliardi sul Turismo e Commercio.

Salvo poi aggiungere che Renzi ha sbagliato, non doveva dirlo lui, che è antipatico, doveva farlo dire a Salvini o a Zingaretti, che passerà alla storia come il bonzo che incarna le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.

La morale di questo ennesimo episodio è chiara, vogliamo essere governati, dagli incompetenti, dai ciarlatani, dai pavidi purché siano simpatici, quelli bravi, intelligenti ci fanno invidia, non li vogliamo.

Giovenale, il retore romano, già nel primo secolo dopo Cristo, fotografava questa situazione di un popolo che aspirava solo a “panem et circenses”  

Crediamo che gli Italiani debbano riflettere sulla loro sorte, capire che Governare è difficile e non ci vogliono imbelli imbonitori, ma persone capaci e preparate, anche se sono antipatiche.

Qui sono in gioco la vita e i destini di un Popolo e dobbiamo scegliere con la testa non con la pancia.

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva


 



 

 

giovedì 10 dicembre 2020

Colpo di Stato?

Se Berlusconi avesse provato a fare quello che sta tentando di fare Conte, tutta la sinistra italiana sarebbe in piazza. 

I Sindacati avrebbero proclamato lo sciopero generale, l’ANPI la mobilitazione dei riservisti, la stampa e le TV avrebbero aperto con titoli a caratteri cubitali.

Il Presidente Conte, approfittando della grave crisi innestata dal Covid19, con le persone impegnate a piangere i morti, sfuggire ai contagi e mettere insieme il pranzo con la cena, ha messo in atto un piano eversivo per esautorare il Parlamento, commissariare il Governo, scavalcare il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR).

Come si potrebbe nomare il cercare di far passare nottetempo, un piano di spese per 200 miliardi di fondi europei, mai discussi da nessuno, consegnato ai Ministri alla una di notte, per essere approvato dopo poche ore, nella mattinata stessa?

Un piano che una volta approvato nel Consiglio dei Ministri, anche a maggioranza, con il voto contrario di Italia Viva, sarebbe stato inserito nella legge di Bilancio che dovendo essere approvata entro il 31 dicembre vedrebbe stroncata ogni discussione in Parlamento, con la richiesta del voto di fiducia.

Con la stessa procedura si è cercato di far approvare la costituzione di una Fondazione esterna sui servizi segreti, staccata dal controllo Costituzionale del COPASIR e in mano al solo a Conte.

E’ ovvio definire questi tentativi un piano eversivo perfetto, che stava passando nel più assoluto silenzio di un PD intellettualmente evaporato, di 5 stelle intellettualmente mai pervenuti, di una stampa succube del Grande Fratello, di un Sindacato impegnato nello Sciopero degli Statali.

Solo Matteo Renzi ha avuto il coraggio di denunciare il grave vulnus tentato alla Costituzione e al Parlamento Italiano, fino ad annunciare il voto contrario di Italia Viva a tutta la manovra tentata da Conte.

Beffa nelle beffe, si scopre che nel Piano di 128 pagine, tentato di far passare nottetempo e che nessuno sa chi l’ha scritto, sono indicate spese totali, in cinque anni, di 9 miliardi per la Sanità e 3 miliardi per il Turismo su un pacchetto di 200 miliardi da spendere, con l’utilizzo di trecento consulenti esterni e di sei super manager con poteri di commissariare Ministeri, Regioni e Comuni.

Prevedere briciole per Sanità e Turismo non solo è folle ma denota l’assoluta incompetenza dell’anonimo che ha deciso queste scelte. Sarà stato Beppe Grillo?

Italia Viva chiede che tutta la questione dei fondi europei sia portata al Parlamento che deve fare le scelte che gli competono costituzionalmente, per poi dare al Governo, nella sua interezza, la gestione dell’attuazione delle scelte fatte.

Il rispetto della Costituzione, delle regole democratiche, delle competenze, delle autonomie locali, delle categorie economiche non può essere eluso o scavalcato.

Italia Viva, anche da sola, non lo consentirà.

Francesco Colucci, Riformisti per Italia Viva

 


mercoledì 9 dicembre 2020

Crisanti: Onori o Galera?

Il Professore Andrea Crisanti è ordinario di microbiologia all'Università di Padova.

Prima del Covid19 era noto soprattutto per la ricerca e lo sviluppo di zanzare geneticamente modificate, con l'obiettivo di interferire con il loro tasso riproduttivo e la capacità di trasmettere malattie infettive come la malaria.

Da molti mesi le sue esternazioni sul Covid19 stupiscono e creano polemiche più disparate. Chi lo considera un Super esperto in questa Pandemia chi un “infiltrato” in una materia scientifica che non è la sua.

Il Virologo ed microbiologo Giorgio Palù, professore di neuroscienze all’Università di Philadelphia ha detto:

“Crisanti è un mio allievo, nel senso che accademicamente l’ho chiamato io da Londra. Non è un virologo, non ha mai pubblicato un lavoro di virologia. Devo dire che negli ultimi dieci anni non ha neanche pubblicato lavori di microbiologia. Ho fatto una certa difficoltà a chiamarlo, dico le cose per quello che sono. È un esperto di zanzare“.

Non abbiamo competenze per dire la nostra su questa disputa, certo che la sua ultima esternazione in TV a “L’aria che tira” ripresa sul Corriere.it ci lascia veramente esterrefatti:

Crisanti: “…La terza ondata? E’ una certezza. L’Italia avrà record di morti in Europa…”

Se il dott. Crisanti, avrà ragione e noi ci auguriamo di no, avrà diritto ad ampi riconoscimenti dal mondo scientifico universale.

Se queste sue certezze ampiamente diffuse non fossero suffragate dai fatti, nei prossimi mesi, lo potremmo definire “un terrorista sanitario” e soprattutto sarà opportuno denunciarlo alla Magistratura per la violazione degli arti 656 e 658 del codice penale che perseguono la diffusione di notizie false e l’annuncio di disastri imminenti.

Questa Pandemia è tragica per i morti, le sofferenze, i disastri economici e tutto il resto che sta provocando.

Chi fa queste affermazioni ultimative, lautamente pagato dalle TV come “esperto” su una Pandemia, di cui pochissimo si sa in tutto il mondo, deve rispondere di quello che dice: 

Se avrà avuto ragione spettano a lui onori a applausi, se ha toppato allora deve andare nelle patrie galere, perché terrorizzare un popolo già spaventato dai morti e dai contagi, è un reato gravissimo che andrà punito con severità.

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva





 

 

  

lunedì 7 dicembre 2020

Un Sindacato da Repubblica della banane

La decisione dei sindacati degli statali di indire uno sciopero nazionale di tutti i lavoratori della pubblica amministrazione il prossimo 9 dicembre, per il rinnovo dei contratti di lavoro dimostra, una irresponsabilità collettiva vergognosa.

Questa Pandemia ha diviso l’Italia in due.

Da una parte milioni di persone costrette a non lavorare, non guadagnare, a chiudere le attività economiche, a mendicare sussidi parziali, avendo davanti a sé un futuro molto incerto e drammatico per la prevista perdita del lavoro per un milione e oltre di persone.

Dall’altra gli impiegati pubblici, statali, regionali, comunali, garantiti nello stipendio, nelle ferie, nelle malattie, che spesso non lavorano più in presenza negli uffici, ma comodamente da casa.

Siamo fuori da ogni morale di convivenza civile: Lo Stato Italiano, con l’aiuto dell’Europa, è impegnato allo spasimo a cercare denari, anche sfondando ogni record di debito pubblico, per cercare di salvare l’economia del paese e per far sopravvivere i non garantiti: i lavoratori licenziati, quelli in cassa integrazione, quelli obbligati a chiudere le loro attività, con un futuro di difficile riapertura.

I Sindacati dei garantiti, nel lavoro e nello stipendio, dichiarano uno sciopero perché, il Governo, ha messo poche risorse per rinnovare i loro contratti.

Nessuno contesta il diritto al rinnovo del proprio contratto di lavoro, ma in questa Pandemia, ci sono opportunità e sensibilità che meritano rispetto.

Nel pubblico impiego, vi sono lavori e priorità differenti: il Governo ha il dovere di riconoscere subito ristori economici e non solo, a coloro che sono impegnati sul campo in questa Pandemia, con lavori gravosi e pericolosi per la vita: come il personale della sanità, delle forze dell’odine, della protezione civile, della scuola.

Così come deve pensare prioritariamente agli indifesi: ai pensionati al minimo e ai portatori di handicap, ai cassaintegrati, a chi perde e perderà il proprio lavoro, alle aziende che chiudono.

In questa tragica Pandemia avere un lavoro sicuro in un Ministero, in una Regione, Provincia, Comune è come aver rinnovato un contratto eccezionale i cui effetti economici possono essere serenamente rinviati a tempi migliori.

Dispiace infine la mancanza di buon gusto anzi l’inverecondia nella data scelta dai Sindacati, per lo sciopero: mercoledì 9 dicembre.

Il 6 dicembre è domenica, l’8 dicembre festa nazionale, un giorno di ferie o di malattia lunedì 7 (non per Milano dove il 7 è già festa per il Patrono) e si fa pure, un rilassante ponte. Ripensateci!!

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva


domenica 6 dicembre 2020

I morti e la dignità di un Popolo

I morti sono una cosa seria e dolorosa ed anche un solo morto in più è da prevenire ad ogni costo.

La Pandemia esiste e la maggior parte delle misure adottate per contenerla sono indispensabili: Distanziamento sociale, mascherina, igiene personale, divieto di assembramento, comportamenti responsabili.

Non è il rigore che contestiamo, necessario di fronte al Covid19, bensì l’irragionevolezza di certe misure, eccessive, inutili, disumane.

Nessuno sottovaluta le difficoltà degli ospedali e degli operatori, la carenza di strutture e di macchinari.

Si contesta che Conte e Speranza hanno fatto molto poco per organizzarsi per la seconda ondata: c’era il tempo, c’erano i soldi, c’era il MES stupidamente rifiutato per ragioni ideologiche incomprensibili.

Nessuno sottovaluta le morti: troppe, atroci, disumane nel modo, ma non è accettabile che siano usate, distorte nei dati, sventolate per spaventare, per piegare la dignità di un Popolo. Condanniamo l’uso propagandistico, morboso, distorto che ne viene fatto.

In Italia, prima di questa Pandemia, dati Istat del 2018 e 2019, morivano circa 1.700 persone al giorno e i dati presentati pochi giorni fa sui decessi del 2020 al 30 settembre, mostrano uno scostamento in aumento dell’ 8% circa, sugli anni precedenti: sempre tanti ma molto meno di quanti annunciati, che vuol dire che morti di altre patologie sono spesso iscritti al Covid.

Siamo negazionisti? NO, cerchiamo di ragionare lucidamente, con la testa, sui dati reali, sulla scienza, su misure di prevenzione efficaci che siano percepite dai cittadini non solo come necessarie, ma anche giuste e ponderate.

Imporre un divieto indiscriminato di lasciare il proprio Comune di residenza il 25, 26 dicembre e 1° gennaio, vuol dire consentire agli abitanti delle grandi città rapporti sociali con milioni di persone, mentre gli abitanti dei piccoli comuni subiscono restrizioni assurde e limitazioni inaccettabili a parità di possibilità di contagio.

Il problema non è l’estremo rigore nelle misure di contenimento necessarie, ma alcune scelte discriminatorie fra cittadino e cittadino e l’insensibilità a considerare alcuni diritti inalienabili dell’uomo, come quello di onorare il padre e la madre.

Misure che su situazioni simili di possibile contagio, sono decise, non per scelta sanitaria, ma “politica”.

SI alla Messa in presenza, NO a spettacoli teatrali o a pranzi contingentati in ristoranti. Il pericolo di contagio è identico, diversa la decisione.

Alla Messa i presenti sono in buona parte anziani, nonni, quei nonni con i quali non possiamo pranzare, in pochi, durante le festività.

I soggiornanti in un Hotel possono cenare al suo ristorante interno, tutte le sere, ma l’ultimo dell’anno, possono essere serviti solo in camera: come se nella camera non si possano fare brindisi e festeggiamenti anche in più persone. Apposteranno un carabiniere sotto ogni letto di albergo?  

Conclusioni: non sono accettabili decisioni del Governo palesemente assurde e punitive per alcuni e non per altri, non è accettabile che si voglia normare e punire ogni singola libera decisione, come se il popolo italiano sia un gregge da tenere in riga, con i cani maremmani, da terrorizzare anche con numeri di morti assemblati ad arte, mobilitando migliaia di poliziotti, per piegarne anche il pensiero.

Questa Pandemia ha distrutto moltissime vite umane, molti Diritti Costituzionali, moltissimi posti di lavoro, non possiamo consentire che in suo nome si voglia distruggere anche la nostra dignità, di uomini liberi e responsabili, in un libero Stato. 

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"

Vogliamo essere governati con intelligenza e non tirati per le orecchie.

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva


 

venerdì 4 dicembre 2020

Toscana: chiuso per burocrazia

Abbiamo espresso solidarietà umana ai negozianti che per loro autonoma scelta, hanno deciso di aprire domani in Toscana, contro l’ottusa burocrazia del Ministro Speranza.

Alcuni dicono: non li avete visti i morti di ieri?

Cosa c'entrano i morti (che tutti piangiamo) con il fatto che la Toscana è stata dichiarata ieri zona arancione dal Comitato Tecnico scientifico e al Ministro Speranza gli ci vuole due giorni di prassi burocratica per ufficializzarlo:

Un giorno per firmare lui, un giorno per pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale.

In un solo giorno due semplici passaggi burocratici non si potevano fare?

E’ il momento della burocrazia questo???

O è il momento di far funzionare tutto con celerità, efficienza, intelligenza.

I Negozi che potevano legittimamente riaprire domani non lo possono fare perché al Ministro Speranza gli ci vuole un giorno sano per fare una firma.

Esasperare un popolo impaurito e impoverito a chi giova?

I massimalisti, i puristi, i moralisti, i burocrati nel cervello, sono da sempre il male delle Democrazie.

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva