lunedì 18 gennaio 2021

Zingaretti, la Dottrina Ždanov e il novello Kominform

 Il PD di Zingaretti ha deciso di abrogare Italia Viva e Matteo Renzi.

Ho sposato Conte, Grillo, Di Battista e Mastella, per affrontare la grave crisi economica che la Pandemia, sta apparecchiando per il nostro Paese.

Ne prendiamo atto, continueremo ad essere Responsabili verso l’Italia, votando, in Parlamento, a favore dei provvedimenti per la Pandemia, ma non saremo più in maggioranza di questo Governo Conte, “ingessato” e non all’altezza, della situazione drammatica che stiamo vivendo.

La nostra scelta era per un Governo dei “più competenti” con Presidente del Consiglio, Mario Draghi, una autorità in materia economica, stimato da tutto il mondo. 

In democrazia si può concordare o dissentire sulla vita di un Governo, mai si era visto, dai tempi del Kominform, un Partito voler annientare un altro, con cui ha, tra l’altro, maggioranze in Regioni e Comuni.

Una decisione di Staliniana memoria e di un PCI in cui non era consentito neppure dimettersi: se, uno lo faceva, le sue dimissioni, venivano respinte ed era espulso per indegnità morale.

La logica di oggi è la stessa di ieri: l’annientamento di chi dissente.

Ne prendiamo atto: sospendiamo, nel nostro territorio, ogni rapporto con il PD.

Nessun incontro per parlare delle elezioni locali dei prossimi due anni, nessun sostegno a candidati Sindaci PD.

Parleremo con altri partiti e movimenti che, come Italia Viva, credono nella democrazia, nel rispetto delle idee degli altri, nel Riformismo, nell’Europa e respingono la Dottrina Ždanov, gli anatemi ideologici e la demonizzazione delle decisioni altrui.

Zingaretti tenta la pulizia “etnica” verso Matteo Renzi e di “esecrare e asfaltare” Italia Viva.

Un errore politico colossale perché siamo tutti schierati, forti, compatti e solidali nel difendere le nostre idee, il pluralismo, il diritto al dissenso ed il nostro Leader.

A Zingaretti ricordiamo Sir Winston Churchil: “Il politico diventa uomo di Stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

Francesco Colucci, Riformisti per Italia Viva  

Ždanov

sabato 16 gennaio 2021

Assessore Baccelli: più fatti e meno selfie!

La prima uscita pubblica del nuovo assessore regionale lucchese Baccelli, il Convegno sulla “Rigenerazione urbana” è stata una Caporetto.

Dapprima costretto a scusarsi per aver invitato al Convegno un solo Parlamentare del territorio, guarda caso del PD e suo sponsor politico, costringendo anche la Fondazione CRLucca a prenderne le distanze.

Bacchettato poi duramente dal suo collega Assessore regionale della Toscana alle Politiche sociali, Spinelli che lo ha accusato pubblicamente di: “scarsa conoscenza del patrimonio residenziale pubblico”.

Un Convegno sulla Rigenerazione urbana, in salsa PD, sostenuto dalla Fondazione CRLucca, in mezzo al guado del Progetto della Manifattura, assieme al Sindaco Tambellini, che dà del “ridicolo e tragico” ad altri anziché guardarsi allo specchio, per i suoi comportamenti amministrativi.

Pur di trovare una foglia di fico sulla contestata operazione “Coima” si cerca di coinvolge la Regione Toscana in squallide manovre di sostegno, sacrificando la correttezza Istituzionale e l’unità della Giunta Regionale Toscana.

Crediamo che l’assessore Baccelli farebbe bene ad occuparsi dei suoi compiti in Regione visto che non ha ancora mosso un dito per fermare il “blocca tutto” Presidente Sindaco Menesini, per sbloccare i lavori degli Assi viari, del nuovo ponte sul Serchio, del raddoppio della Ferrovia, del Casello di Mugnano.

A livello nazionale sono Conte e i 5Stelle a bloccare miliardi di lavori pubblici: in Lucchesia, è il PD

Sono del PD il Ministro dei lavori pubblici, l’Assessore Regionale alle infrastrutture, il Presidente della Provincia, i Sindaci di Lucca e Capannori. Se i lavori previsti nel nostro territorio, già finanziati da anni, non partono, v’è solo un responsabile: il PD.

Francesco Colucci, Riformisti per Italia Viva



 

  

giovedì 14 gennaio 2021

Tre Sepolcri imbiancati

I Sindaci di Lucca, Tambellini, Capannori Menesini e D’Ambrosio Altopascio, si lanciano in populistiche critiche alle posizioni di Matteo Renzi ed Italia Viva, sui ritardi e le inefficienze del Governo Conte.

Italia Viva ha semplicemente espresso il suo dissenso sull’azione di questo Governo ed ha fatto dimettere i suoi due Ministri, ma ha assicurato che approverà tutti quei provvedimenti urgenti che il Governo ha attivato per la Pandemia e i Ristori alle categorie colpite dalla crisi economica.

Quale maggior rispetto della tragica situazione che stiamo vivendo: lasciamo le poltrone del Governo ma continuiamo votare a favore dei provvedimenti che lo stesso sta adottando per la Pandemia.

Invocano responsabilità e responsabilità è stata data: forse volevano invece che Italia Viva facesse da foglia di fico alla inefficienza di questo Governo ostaggio dei veti grillini, su tutte le politiche di sviluppo.

Un Presidente come Conte che ha cercato di far passare nel buio della notte un Recovery Fund che sprecava decine e decine di miliardi e che solo grazie ad Italia Viva è stato approvato completamente cambiato e migliorato, non poteva continuare ad avere la nostra fiducia.

Ci condannano per le critiche a Conte perché c’è la Pandemia e si scorda che proprio Conte rifiuta di utilizzare i fondi europei del MES per intervenire sulla Sanità Italiana, per nuovi reparti ospedalieri, più medici e più infermieri, per attrezzarsi e curare meglio le vittime del Virus.

Noi rispettiamo sempre le opinioni di tutti anche le più bizzarre ed ingiuste, ma sentire da Tambellini dare del ridicolo a Matteo Renzi ci fa disgusto.

Tambellini dovrebbe associare, con più obiettività, la parola ridicolo alla sua gestione della Manifattura Tabacchi, ai rapporti con Coima e a tutta l’azione della sua Giunta, scadente, sciatta, miope.

Siamo certi che chi ci ritiene ridicoli e pericolosi non vorrà per fare liste con noi alle prossime elezioni comunali, per cui li rassicuriamo volentieri: dove saranno schierati questi tre Sindaci, non ci sarà Italia Viva.

Alberto Baccini, Italia Viva Lucca

Francesco Colucci, Riformisti per Italia Viva



 

mercoledì 6 gennaio 2021

L’ipocrisia del Presidente della Provincia.

Leggiamo sui giornali che la Provincia di Lucca ha aumentato la spesa prevista per la realizzazione del nuovo Ponte sul Serchio, di circa due milioni di euro.

Il presidente-sindaco Menesini ha firmato un decreto che aggiorna i costi, che passano da 17 milioni e 520 mila euro, di circa un anno fa, agli attuali 19 milioni e 700 mila euro.

Le motivazioni date sono due.

Una maggiore spesa per le misure di sicurezza dei cantieri richieste dall’emergenza Covid19

L’adeguamento del prezzario regionale 2021

La Provincia di Lucca già nel 2019 aveva aumentato i costi del Ponte, di altri due milioni circa di euro, sempre invocando gli aumenti del prezzario regionale toscano.

Quattro milioni di aumento, dal 2019 ad oggi, imputati, al “prezzario regionale” e non al fatto che i lavori del Ponte più volte annunciati negli anni e mai partiti, portano all’inevitabile aumento dei costi di costruzione.

Non una parola sull’ennesimo rinvio al 2021 della gara del nuovo Ponte dovuto ad un errore marchiano della Provincia che non si è accorta che una parte dei permessi urbanistici necessari, erano scaduti fin dal 2017.

Non una parola su quanti di questi costi aumentati sono dovuti ai molti mesi di ritardo nella gara che doveva tenersi prima nel 2019 e poi nella primavera del 2020 e che ancora non è stata bandita, per le carenze della Provincia di Lucca.

Si preferisce l’ipocrisia e la mistificazione ad una ammissione sincera di responsabilità politica e all’accertamento delle eventuali responsabilità.

Se non avverrà una pubblica ammissione sui veri motivi di questi nuovi costi, come Riformisti esamineremo la possibilità di una denuncia alla Corte dei Conti della Toscana, per procurato danno erariale, al fine di avere la verità dei fatti accaduti e delle relative responsabilità.

Francesco Colucci, Riformisti per Italia Viva



 

 

 

 

 

 

domenica 3 gennaio 2021

Pandemia: Il Presidente Conte nella confusione più completa

Oggi, si discute di Regioni gialle e arancioni, a turno, due giorni gialle due giorni arancioni. Il Festival dei colori.

Italia Viva dissente e prende le distanze da tanta confusione, ormai questo Governo “è cotto” da mandare a casa 

Dal Corriere.it: ……I capi delegazione e il premier hanno ascoltato gli scienziati e si sono convinti che, visti i dati allarmanti dell’epidemia, sia necessario mantenere misure rigorose anziché allentarle.

Al vertice non sono mancate le tensioni politiche.

La ministra di Italia Viva Teresa Bellanova è andata all’attacco, denunciando «l’insufficienza del sistema sanitario», la «poca chiarezza sul piano vaccinale», la mancanza di certezze.

E chiedendo a Conte di tirar fuori il governo dallo “stallo”.

«Il patto con le categorie penalizzate a Natale va mantenuto e il DL per i ristori va fatto subito.

Sappiamo perfettamente che la ristorazione è stato uno dei settori più esposti e colpiti.

I ristori vanno quantificati e garantiti nel prossimo DL.

E vanno decisi ristori adeguati per il sistema agroalimentare, su cui ricadono le misure di chiusure e limitazioni del canale ristorazione “…..

Dall’ANSA: Iv di nuovo all'attacco –

"Ancora una volta di più oggi verifichiamo l'insufficienza del sistema sanitario, sancita dalla necessità di far scattare le Regioni arancioni o rosse con soglie di Rt più basse di quanto indicato in precedenza per evitare ulteriori criticità.

E si verifica l'insufficienza e la poca chiarezza sul piano vaccinale.

Se si vuole uscire da questo stallo dando un messaggio chiaro ai cittadini c'è un solo modo: continuare puntuale tracciamento e far chiarezza sul piano vaccinale".

Lo avrebbe detto secondo fonti IV la Ministra Bellanova durante la capidelegazione in corso.

"Il solo messaggio restate in casa è evidente che psicologicamente ed economicamente ai cittadini non basta più.

A fronte di un sacrificio che chiediamo alle persone, dobbiamo dare certezze. E io per i dati che leggo, ancora ne vedo poche".

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva



 

 

Il piccolo Peron Italiano

Il Presidente Conte nel suo modo di concepire e condurre la politica ricorda molto un politico argentino del passato, Juan Domingo Perón.

Arrivato, anche lui, per caso alla Politica, riuscì a coniugare il populismo con un misto di comunismo sovietico e di fascismo Italiano.

Il movimento da lui fondato, oggi tornato al potere in Argentina, si forgiò durante la sua prima presidenza della Repubblica argentina 1946-1955, con l'aiuto propagandistico di sua moglie Evita Perón.

I suoi seguaci più tenaci provenivano dagli stati popolari della società argentina e per questo furono chiamati “descamisados”.

Il Peronismo era un coacervo di posizioni diverse che attraverso il populismo univa socialismo e sovranismo patriottico e, in economia, rincorreva una terza via, fra fascismo italiano e socialismo di Stato. 

Perón creò una forte presenza dello Stato in una economia mista pubblico-privato, con un largo impego di assistenzialismo di regime.

La figura di Evita fu fondamentale nel sostegno mediatico alla sua Presidenza.

Giuseppe Conte a noi pare si muova su questa strada, coniugando politiche dirigiste, con un ritorno a pesanti interventi statali nei settori produttivi (Ilva, Alitalia) ad un assistenzialismo diffuso in maniera organica, alla ricerca di una decrescita felice.

Conte ricorda Peron anche nella comunicazione ossessiva a sostegno della sua figura, solo che al posto di Evita, troviamo Casalino.

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva



 

 

venerdì 1 gennaio 2021

Il grande Bluff

Lasciamo senza rimpianti un 2020 disgraziato, come si conviene ad un anno bisestile, con due temi irrisolti: il Governo e la Pandemia

Sulla Politica aleggia un grande Bluff che questo nuovo anno vedrà smascherato.

L’inizio del 2021 vede un PD spaurito e senza guida certa, un Conte con ambizioni Peroniste, la diaspora di centinaia di parlamentari grillini allo sbando, con sindrome esistenziale ed elettorale.

Un centro-destra ancora prigioniero di antieuropeismo suicida.

Un PD da fantascienza che, nel suo odio anti-renziano, riesce a ipotizzare elezioni anticipate con liste elettorale assieme ai grillini, con Conte candidato premier dalla sinistra: Quel Conte campione del populismo, scelto a suo tempo, da Grillo e benedetto da Salvini e Trump.

Questa auspicata alleanza elettorale PD- Grillo, con Conte leader della sinistra, quale programma di Governo potrebbe presentare al Paese?

No al Lavoro, No all’Industria, solo assistenzialismo e decrescita felice, No al Progresso, a TAV, TAP, MES, ILVA, No alle Opere Pubbliche e alle Olimpiadi, perché tutti rubano, No al Commercio e Turismo, perché sono tutti evasori.

I Grillini e Conte potrebbero presentarsi alle elezioni senza i loro cavalli di battaglia? Senza il loro populismo anti-casta? Abbandonando ogni dissenso che hanno sempre cavalcato?

Il PD potrebbe presentarsi alle elezioni con i programmi di Grillo e di Casaleggio?

E’ credibile che il PD e 5stelle facciano liste comuni al maggioritario? indispensabili per vincere. Magari con Di Battista in lista in Toscana assieme a Enrico Rossi?

A questo inciucio politico elettorale il PD e i 5stelle arriverebbero compatti? Sarebbero in grado, su ipotetici e difficoltosi candidati comuni nel maggioritario, di sommare i loro voti?

Fanno ridere i sondaggi che fanno la somma dei voti presunti dei due partiti, una somma che in politica non avviene mai e soprattutto poi con i grillini.

Questo è il grande Bluff che ci lascia il 2020 e che Matteo Renzi non avrà difficoltà, a portare alla luce e al fallimento.

Nel 2021 non è questo Bluff che deve preoccuparci e neppure il risibile ricatto di fantomatiche elezioni anticipate.

Quello che spaventa è il PD: per la mancanza di identità e di leadership, per il vuoto politico e l’assenza di programmi credibili. Un gigante dai piedi di argilla.

Dobbiamo temere il dissolvimento del PD come Partito nazionale, affogato nel grillismo, teso unicamente a mantenere lo status quo, perché, qualunque movimento, sarebbe letale per la sua unità o per l’alleanza con i 5stelle

Rimaniamo basiti quanto vediamo sproloquiare per il PD personaggi Pirandelliani come Franceschini, Bettini, Boccia, che ne determinano le decisioni.

Sembra di vivere una farsa, ma è una tragedia.

Il PD è ancora una forza importante all’interno del Paese, grazie soprattutto alla sua forte presenza nelle autonomie locali, che sa ben gestire, nei programmi, nelle realizzazioni e nel potere.

Avere un forte radicamento popolare per saper amministrare, spesso bene, città e paesi, ma non avere una linea politica per il Governo del Paese, di prospettiva e credibile, potrebbe essere letale, per tutto lo schieramento progressista italiano.

Se nel 2021 questo PD confermerà di essere “politicamente bollito” una brutta copia dei 5stelle e a loro asservito, sarà inevitabile iniziare a porre lo sguardo al centro e non solo al centro, 

perché morire grillini non si può.

Francesco Colucci, Riformisti x Italia Viva.