Francesco Colucci e i Riformisti Toscani
Think Tank Reformists,"TTR", è un piccolo, autonomo Blog "Pensatoio-Culturale", che lavora per un grande polo Liberale e Riformista, al "CENTRO" della vita politica toscana e Italiana. TTR, aderisce e sostiene il nuovo Partito Liberaldemocratico e vuole essere anche una "corrente di pensiero" per un grande Centro, all'interno di Italia Viva. TTR è gestito da un piccolo ma cazzuto "Brain Trust".
domenica 21 dicembre 2025
Auguri
venerdì 14 novembre 2025
Bugie e omissioni d un Procuratore della Repubblica
Il Procuratore della Repubblica Gratteri è stato pescato con le mani nella marmellata.
Ha letto una notizia, rivelatasi falsa, in diretta televisiva in una TV nazionale, per difendere la casta privilegiata dei Procuratori della Repubblica, nel referendum confermativo della nuova legge sulla Giustizia.
Riforma che separa opportumente le carriere di chi preside all'Accusa da chi deve Giudicare, evitando l'anda e rianda fra i due ruoli e garantendo autonomia a chi deve decidere, sulle vita delle persone.
Riforma che toglie il sotto potere clientelare (do ut des) alle correnti della Magistratura, vero cancro dell'inefficienza di tutto il settore, con il sorteggio dei magistrati per i due nuovi CSM.
Il Procuratore Gratteri si è scusato di questo grave errore.
Rimane una domanda: visto che l'azione penale è ora e anche dopo la riforma obbligatoria, perchè non ha aperto un procedimento penale su chi e perchè gli ha propinato a lui e non solo a lui, questa notizia falsa, così grave?
E' forse un amico? Fuori il nome.
venerdì 31 ottobre 2025
Evviva! La riforma delle Giustizia è fatta.
Ora i Comitati per il SI: Enzo Tortora.
La separazione fra Magistratura inquirente e
giudicante e lo svuotamento delle orripilanti “correnti politiche” dei
Magistrati, è diventata legge.
Paludiamo a questo risultato politico e civico.
La Riforma è perfetta?
Certo che no, poteva senz’altro essere fatta meglio,
come dice Matteo Renzi.
Ma ora è legge, manca solo la conferma del Referendum.
Una legge di Riforma può essere migliorata e ci
batteremo per questo, ma la separazione delle carriere è cosa fatta, come lo è
il sorteggio per il CSM, che cancellerà il sottopotere clientelare delle
fazioni politicizzate.
Una battaglia storica di tutti i Riformisti, Liberali,
Radicali, Democratici è stata certo portata a termine dalla Destra, ma con il
sostegno di tutta la galassia di Centro: Azione, Liberaldemocratici, Radicali e
l’astensione di Italia Viva.
Adesso dobbiamo far trionfare il SI al Referendum e
noi Riformisti dobbiamo essere determinanti.
Occorre costituire subito Comitati per il SI riunendo
tutte le forze Riformiste, Liberali, Radicali, Democratiche che facciano vedere
chiaramente il nostro sostegno ad una idea di Riforma, che non ci soddisfa al
100% ma che abbiamo portato avanti da oltre trent’anni.
Proponiamo di intitolare questi Comitati a Enzo Tortora per dare ancor più un significato di sostegno civico a una battaglia che non può essere lasciata solo alla Destra visto il suicidio politico di una Sinistra ormai perduta alle grandi battaglie etiche.
Francesco Colucci, Riformisti Toscani
lunedì 10 marzo 2025
8 marzo:è nato il Partito Liberaldemocratico.
Il Terzo Polo riprende forma e organizzazione.
Il sito del partito, con il
Manifesto Programmatico e lo Statuto lo trovate all'indirizzo https://partitoliberaldemocratico.com/
E’ aperto il Tesseramento, il
costo della Tessera è di euro 25, entro quest’anno 2025, verranno convocati i
Congressi Provinciali, Regionali e Nazionale per l’elezione degli organi
Dirigenti del Partito.
La preparazione dei Congressi e la
gestione di questi mesi è demandata ad un
“Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico”,
che dirigerà anche il Partito in via transitoria
fino all’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, ferma restando la
legale rappresentanza in via transitoria in capo all’attuale Presidente Andrea
Marcucci.
Ecco il Simbolo del Partito
Liberaldemocratico.
giovedì 2 gennaio 2025
Alcuni pensieri attorno al Capodanno 2025 di Paolo Razzuoli
"Anno bisesto anno funesto". Raramente un detto popolare ha colto nel segno come per il 2024 che, viene da dire, "meno male che è finito". Un anno difficile,
che non ha visto soluzioni
per nessuna delle crisi che ha ereditato dal precedente (conflitto
Russia-Ucraina e crisi Medio Orientale), ma che ci ha riservato
anche tanti eventi estremi
sul fronte climatico e, tanto per non smentirsi, si chiude con il grave
incidente aereo accaduto in Corea. Sul finire ci ha
poi riservato la sorpresa
della caduta di Hassad in Siria: vedremo come si evolverà la situazione in quel
Paese, anche se, purtroppo i precedenti ce lo
insegnano, in quell'area la
caduta dei dittatori viene seguita da complessi periodi di instabilità.
E rimanendo in quell'area, il
2024 si conclude con un altro fatto molto grave: l'arresto e la detenzione in
Iran della giornalista Cecilia Sala. Una situazione
sicuramente molto complessa
che, speriamo, possa risolversi al più presto.
Venendo alle cose politiche
di casa nostra, penso che la novità più interessante sia il tentativo di
riaggregazione di un polo liberal-riformista, dopo
l'irresponsabile scelta di
andare divisi alle europee. Argomento su cui tornerò: speriamo che almeno su
questo versante, il 2024 lasci un po' di buona
eredità.
Ma entriamo un po' più nel dettaglio dei vari scenari.
Se il 2024 è stato un anno di
profondi cambiamenti, alcuni attesi – come le elezioni europee e americane – e
altri del tutto imprevisti, come il collasso
del regime di Assad in Siria,
il 2025 si annuncia come l’anno in cui i grandi attori mondiali saranno
chiamati alla prova dei fatti. A trasformare insomma
piani, promesse e ambizioni in azioni concrete.
In Europa, il 2025 sarà la
prova dei fatti innanzitutto per la nuova Commissione europea. La riconferma di
Ursula von der Leyen, è avvenuta in un quadro
in cui la maggioranza che la
sostiene è più fragile e meno coesa, proprio mentre le sfide che dovrà
affrontare l’Europa crescono e si fanno sempre più
pressanti. I prezzi
dell’energia oggi sono tre volte più alti che negli Stati Uniti, la produzione
industriale dei grandi paesi europei ha accelerato il
suo (apparentemente
inesorabile) declino, e i rapporti con gli Stati Uniti di Trump si
preannunciano molto più tesi.
Non che manchino i piani
(vedi il piano Draghi sulla concorrenza); ma occorrono risorse, che
difficilmente potranno essere trovate in contesti politici
molto fragili.
Proprio qui emergono le
fragilità dei due principali “motori” europei, che di riforme strutturali
proprio non parlano. La Germania, che andrà al voto a
febbraio, deve fare i conti
con un sistema economico che non è più sostenibile: energia russa a basso costo
e esportazioni verso la Cina non si possono
più dare per scontate.
La Francia, invece, rischia
di rimanere politicamente bloccata a lungo: le elezioni anticipate della scorsa
estate e il divieto costituzionale di rivotare
entro un anno impediscono a
Macron di provare a sbloccare la situazione, e al governo francese di agire con
la forza necessaria per sanare i conti pubblici
e al contempo a trovare nuove
strade di crescita.
Situazioni certo diverse, ma
unite dal tratto comune di un quadro che non consente di affrontare le riforme
di cui l'Europa ha urgente necessità.
Ed ora andiamo dall’altra
parte dell’Atlantico dove il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, è una
realtà concreta. Anche in questo caso, però, la prova
dei fatti arriva adesso. Dal
20 gennaio Trump dovrà dimostrare che le sue promesse non sono state solo un
vociare indistinto ma di essere capace di dargli
concretezza. Dovrà scegliere
quali e quante provare a realizzare subito, anche nel caso in cui mercati e
opinione pubblica reagissero in maniera negativa.
Basta mettere in fila queste
promesse per afferrarne la portata dirompente: imporre nuovi dazi alla Cina, ma
minacciarli anche verso gli alleati (UE, Canada,
Messico); costringere i paesi
europei della NATO ad aumentare ancora le spese per la difesa; espellere
milioni di migranti irregolari; spingere la produzione
interna di petrolio e gas;
abbassare le tasse senza approfondire le già alte disuguaglianze; licenziare
decine di migliaia di dipendenti federali “alla
Milei”, semplificando norme e
regolamenti; imporre un maggiore controllo presidenziale sulle decisioni della
Fed sui tassi d’interesse.
Insomma, per l'Europa
potrebbero arrivare tempi ancor più difficili: se ne accorgeranno anche quelli
che hanno fatto e fanno l'occhiolino al nuovo inquilino
della Casa Bianca.
Il 2025 sarà l’anno della
verità anche per la Cina. Xi Jinping, dopo aver ottenuto un terzo mandato nel
2022, conserva l’ambizione di rendere il proprio
un paese “pienamente
sviluppato” entro il 2049, ma sa bene che al momento l’economia cinese è in
bilico. La crescita sta infatti rallentando (si scenderà
forse sotto il 5% l’anno nel 2025); un dato che sta generando una sfiducia dei cittadini che il governo fatica a dissipare.
Ma torniamo in Europa. Il
2025 sarà un anno cruciale per capire che ne sarà delle grandi crisi alle
nostre porte : quella in Ucraina e quelle (multiple
e incrociate) in Medio
Oriente. Ci sarà una fine, o quantomeno una pausa, in queste guerre? E quanto
queste sospensioni delle ostilità o de-escalation
saranno “giuste”? Quanto
onerose?
Interrogativi che tutti ci poniamo, sperando che le ragioni della politica possano prevalere sulla forza delle armi.
Venendo ai temi di casa
nostra, mi concentro sui movimenti che stanno interessando l'area
liberal-democratica: tema che ad alcuno potrà sembrare marginale,
ma a mio avviso non lo è,
posto che i suoi sviluppi potranno incidere sugli assetti ed equilibri di
quadro politico.
Sulla inadeguatezza
dell'attuale bipolarismo, o meglio "Bipopulismo", molto ho già
scritto per cui non penso serva indugiarvi.
L'insuccesso delle liste
diciamo "terzo poliste" alle elezioni europee non attesta certo la
mancanza di uno spazio politico per tale proposta. Anzi, tenuta
presente la situazione a dir
poco imbarazzante che ha preceduto la presentazione di quelle liste, il
risultato ottenuto è stato sin troppo generoso.
Dopo quel risultato c'è chi
ha fatto prevalere logiche di posizionamento personale, mentre altri hanno
imboccato la strada più difficile: quella di cercare
ancora una volta
l'aggregazione delle forze disponibili per la creazione di un nuovo soggetto di
ispirazione liberal-democratica.
LO scorso 23 e 24 novembre a
Milano, si è tenuto un interessante incontro fra tutte le forze disponibili a
percorrere questa strada: un incontro in cui
si è potuta ascoltare la voce
della politica vera, ed una forte volontà di coesione, pur nella consapevolezza
degli ostacoli da superare.
Sarebbe un bellissimo regalo
che il 2025 potrebbe fare al Paese, se potesse vedere la luce di questo
progetto politico a cui sono impegnate realtà quali
"Orizzonti
Liberali" di Luigi Marattin, i "Libdem" di Andrea Marcucci,
esponenti della "Fondazione Einaudi", "NOS" di Alessandro
Tommasi ed altri.
So bene dei fallimenti di cui
è irta questa strada; ma la storia ci insegna che certe cose diventano
possibili laddove un tempo non lo sono state. Quindi
la speranza è lecita, anche se la consapevolezza richiama la cautela.
Ovviamente ci sono tanti
altri temi su cui l'Italia dovrà interrogarsi; e dovrà farlo nella
consapevolezza che l'intero sistema Paese è chiamato ad un serio
sforzo di analisi e di
autocritica. Dovrà certamente interrogarsi la politica, da tempo ormai incapace
di dare risposte alle esigenze di cambiamento della
società, ma dovrà farlo altresì la società stessa, nel chiedere alla politica una capacità di visione e non soltanto il soddisfacimento di interessi corporativi.
Il Presidente della
Repubblica ne ha tracciata una foto molto dettagliata, nel suo messaggio di
auguri per il nuovo anno.
MI piace qui riportare le
ultime parole di quel messaggio: "Siamo chiamati a consolidare e
sviluppare le ragioni poste dalla Costituzione alla base della
comunità nazionale. È
un'impresa che si trasmette da una generazione all'altra. Perché la speranza
non può tradursi soltanto in attesa inoperosa. La speranza
siamo noi. Il nostro impegno.
La nostra libertà. Le nostre scelte."
martedì 12 novembre 2024
Assi viari lucchesi: finalmente!
I Riformisti plaudono alla decisione della Regione Toscana e del Comune di Capannori si sbloccare l’iter autorizzativo per realizzare l’Asse viario Nord Sud.
Ci sono stati molti ritardi per le indecisioni e divisioni
nel PD, ma scelta finale e coraggiosa del Presidente Giani e l’Assessore
Baccelli va apprezzata e condivisa.
Viene dato il via alla realizzazione di un’opera essenziale
per lo sviluppo della Valle del Serchio e della Piana Lucchese, che liberà anche
la circonvallazione e le Mura monumentali di Lucca dal traffico pesante.
Viene sconfitta finalmente la linea del no a tutto dell’ex
Sindaco e Presidente della Provincia, Menesini, sul viale del tramonto e si vedono
prevalere nuove linee politiche coraggiose da promettenti giovani politici.
Adesso da Regione, Lucca e Capannori ci attendiamo la velocizzazione del raddoppio ferroviario, altra opera essenziale, in grave ritardo realizzativo.
Francesco Colucci, Riformisti di Think Tank Reformists
sabato 12 ottobre 2024
ORIZZONTI LIBERALI: VERSO IL PARTITO LIBERAL-DEMOCRATICO
Convocazione Assemblea degli Associati 26 Ottobre 2024
nel ringraziarti di aver scelto da subito di far parte della comunità di Orizzonti Liberali, siamo qui a convocare - in ottemperanza all’articolo 26 dello Statuto - la prima Assemblea degli Associati in prima convocazione sabato 26/10 alle 6:30 di mattina ed in seconda convocazione sabato 26/10 alle 10:30 presso il Best Western Premier Hotel Royal Santina - Via Marsala 22 | 00185 - Roma (RM), con il seguente ordine del giorno:
1) Elezione Presidente e
successivi adempimenti
2) Organizzazione evento “Il Coraggio di Partire - il cantiere per il futuro partito Liberal-democratico” a Milano il prossimo 23-24 novembre
3) Analisi situazione politica
nazionale e locale
4) Organizzazione
dell’associazione su base regionale e provinciale
5) Varie ed eventuali
I lavori proseguiranno fino alle 16.00 del 26/10.
Ti preghiamo di confermare la tua
presenza a Roma compilando questo format
L’assemblea è convocata in
presenza, con possibilità di seguire i lavori da remoto senza tuttavia
possibilità di voto in questa modalità.
Per le modalità di espressione
della propria candidatura a presidente verrà inviato nei prossimi giorni un
regolamento apposito.
Cordiali saluti.
Eric Zaghini, Il rappresentante legale di Orizzonti Liberali






