sabato 8 giugno 2024

Ti propongo un voto intelligente

Un voto per una idea meravigliosa, che è il futuro:

 "STATI UNITI D’EUROPA"

RICORDA:

Se voti Calenda disperdi il voto perché non raggiungerà il quorum

Se voti PD incoraggi la svolta grillina e sinistrosa della Schlein

Se voti Forza Italia regali i voti e le idee di Berlusconi alla Meloni.

Se voti Meloni, Salvini, Conte premi le promesse mai realizzate dei populisti.

Non disperdere il voto Riformista in Partiti che portano avanti politiche populiste, liberticide, sovraniste, che pagheranno poi i nostri figli e nipoti.

Non farti prendere per i fondelli da chi come Schlein, Meloni, Calenda, Tajani, ti chiedono il voto e poi in Europa non andranno e manderanno dei portaborse.

L’Europa ha bisogno di Leader Italiani autorevoli e una squadra Matteo Renzi, Emma Bonino, Mario Draghi è la migliore nazionale italiana che puoi schierare.

Dai un voto intelligente!

Un Voto per gli Stati Uniti d’Europa



Francesco Colucci, Riformisti x Think Tank Reformists

 

 

 

mercoledì 5 giugno 2024

Elezioni europee: recarsi alle urne e votare per la lista Stati Uniti d'Europa di Paolo Razzuoli

Inizio queste mie brevi riflessioni con una citazione di Luigi Einaudi che, oltre ad essere stato un grande presidente della Repubblica, è stato un acutoeconomista, un raffinato intellettuale ed un illuminato politico:

"La necessità di unificare l’Europa è evidente. Gli Stati esistenti sono polvere senza sostanza. Nessuno di essi è in grado di sopportare il costo di unadifesa autonoma. Solo l’unione può farli durare. 

Il problema non è tra l’indipendenza e l’unione: è tra l’esistere uniti e lo scomparire".

Parole queste che, nella loro semplice ma eloquente chiarezza, sarebbero sufficienti ad indicare il senso di una scelta: quella di non sottovalutare questeelezioni e, nel contempo, di scegliere rappresentanti che, convintamente, credano nella prospettiva degli Stati Uniti d'Europa.

 Parole, quelle di Einaudi, particolarmente profetiche avendo presente la temperie politico-culturale in cui sono state pronunciate. 

Da poco l'Europa era uscita da una delle più grandi tragedie della sua storia. Una tragedia che ha insanguinato il continente con una guerra terribile che proprio in Europa ha visto il punto d'innesco.

Sarà forse per l'immane tragedia vissuta che una classe dirigente particolarmente illuminata ha saputo nel secondo dopoguerra, se pur incontrando difficoltà, impostare le scelte di fondo su cui poggiano le attuali istituzioni europee.

Ho citato Einaudi; ma molti altri hanno contribuito, se pur appartenenti a culture diverse, alla costruzione del percorso europeo: Altiero Spinelli ed Ernesto

Rossi, gli autori del manifesto di Ventotene; De Gasperi, Schumann ed Adenauer, quali statisti convinti propugnatori della visione europeista nei lororispettivi Paesi.

Non è certo questa la sede per tracciare il percorso storico delle istituzioni europee. Una storia però che andrebbe conosciuta, soprattutto dai più giovani ai quali maggiormente appartiene il futuro.

Oggi va tanto di moda criticare l'Europa. Lo si fa con particolare superficialità in Italia dove si tende sempre ad addossare ad altri la responsabilità delle proprie inefficienze.

Lo si fa spesso senza alcun pudore, senza rendersi conto dei danni che siffatti atteggiamenti producono.

Nessuno è tanto ingenuo da non rendersi conto dei difetti che hanno le attuali istituzioni dell'Unione Europea.

Ma nessuno può essere altrettanto ingenuo, o peggio in malafede, da non capire che senza le istituzioni europee la storia di questo continente non avrebbe consentito il raggiungimento dei traguardi di sviluppo economico e civile che ha raggiunto. 

Non importa dilungarsi troppo; basta confrontare la storia europea della prima metà del Novecento con quella successiva.

Il tempo che viviamo è particolarmente complesso. La rapidità delle trasformazioni e le sfide gigantesche con cui siamo chiamati a confrontarci, impongono lungimiranza e grande senso di responsabilità. Siamo immersi in un trauma della storia dal quale non è facile prevedere il percorso d'uscita.

Certo la strada non potrà essere quella, peraltro già percorsa con le tragiche conseguenze che conosciamo, dell'esaltazione dei sovranismi, dell'evocazione dei fantasmi dei nazionalismi, insomma del ripiegamento su un passato che ci ha portato sull'orlo di un abisso senza ritorno.

E' pertanto fondamentale che nel Parlamento di Strasburgo si affermino forze sinceramente europeiste: è importante affinché il nostro continente possa proseguire il suo percorso di sviluppo in un mondo sempre più polarizzato, è importante affinché l'Europa possa accreditarsi quale faro della democrazia rappresentativa, in un contesto in cui appare minacciata da fattori esterni ed interni.

In estrema sintesi, basta pensare alla deriva populista e autoritaria, che sta inquinando molte democrazie anche ben consolidate.

In quest'ultima prospettiva, le elezioni Europee e quelle americane del prossimo novembre, costituiscono un banco di prova per la verifica della capacità di tenuta delle istituzioni di democrazia rappresentativa: in questo senso il 2024 potrebbe presentarsi quale spartiacque della storia non può poi essere ignorato il versante economico-politico, rispetto al quale l'Europa si trova di fronte ad un bivio: imboccare la strada dell'unità o essere condannata all'irrilevanza. ciò è vero per la dimensione economica, ormai appannaggio di giganti quali Usa e Cina, o di economie emergenti quali quella indiana.

Mentre sul versante più prettamente politico appare evidente come solo un'Europa unita potrà far sentire la propria voce di fronte alle mire neoespansioniste della Russia di cui la guerra Ucraina è un chiaro segnale, oppure negli altri scenari di crisi che si stanno accendendo in varie parti del pianeta.

Un contesto che non credo richieda ulteriori esempi. 

Le elezioni europee sono quindi particolarmente importanti proprio per ciò che si va ad eleggere. In Italia, ma probabilmente non solo, le elezioni europee vengono vissute quale termometro di consenso delle forze politiche interne. 

No, queste elezioni non vanno vissute con gli occhi rivolti all'interno (a Roma) bensì con occhi e testa rivolti all'europa (Bruxelles e Strasburgo) : la nostra casa comune che dobbiamo consolidare e far crescere.

Qualche mese fa ho visto la lungimirante proposta di un politologo, Angelo Panebianco, di presentare per il Parlamento Europeo liste omogenee su base transnazionale.

Una proposta che, se accolta, avrebbe rappresentato uno straordinario scatto riformatore.

Naturalmente, come purtroppo spesso capita alle proposte veramente innovative, non se n'è fatto di nulla. Tuttavia possiamo sempre mandare nel Parlamento Europeo rappresentanti che ci credono e che - se eletti - scelgano quel ruolo in modo pieno e consapevole. L'impegno europeo non può essere di ripiego: richiede infatti studio, dedizione, passione, conoscenza del territorio, delle culture, dei costumi, della storia.

E' quanto mi sembra di rinvenire nella proposta della lista Stati Uniti d'Europa, di cui indico alcuni punti:  

L’obiettivo principale è trasformare l’Ue in un "vero e proprio Stato".

Alle elezioni europee dell’8 e 9 giugno i candidati di Italia Viva e Più Europa faranno parte della stessa lista, chiamata “Stati Uniti d’Europa”, insieme ad altri quattro tra partiti e movimenti politici: il Partito Socialista Italiano, i Radicali Italiani, i Libdem Europei e L’Italia c’è.

  Il programma è suddiviso in 12 brevi capitoli. «La nostra Unione europea, frutto di scelte coraggiose in un continente distrutto dalle guerre e diviso dalle ideologie, sta affrontando oggi la fase più critica dal secondo dopoguerra. 

Oggi l’Europa è a un bivio: o assume un ruolo centrale nel mondo o è destinata a rimanere marginale», si legge nel primo capitolo. «È ora di mettere mano ai Trattati istitutivi e fare passi avanti verso gli Stati Uniti d’Europa, con un governo che risponda al Parlamento europeo, una politica estera, di difesa, fiscale e migratoria comune e l’eliminazione del voto all’unanimità.

Un vero e proprio Stato Europeo».

L'8 e 9 giugno andiamo quindi a votare, e scegliamo personale che offra garanzie per una realistica e seria visione europeista. 

Al di là di certa squallida retorica nostrana, ricordiamoci che una seria politica europea è la "soluzione e non il problema".

 


domenica 2 giugno 2024

Perché votare Renzi per l’Europa è vitale per l’Italia.

Oggi, Festa della Repubblica, compio 81 anni.

Una parte di questi anni li ho dati alla Politica, quella con la P maiuscola, di cui si sono perse le tracce in questa invereconda nuova repubblica “politicamente corretta”.

Una Italia preda di populismi di destra e sinistra e di Leader da social.

L’Europa sta divenendo sempre più determinante nelle scelte di ogni Paese.

L’Italia sta perdendo sempre più potere decisionale e conta sempre meno, in Europa.

Molto è dovuto alla mancanza di leadership italiana a Bruxelles ed anche in questa elezione molti dei Partiti italiani stanno ripetendo gli errori del passato.

I maggiori leader italiani si candidano per il Parlamento europeo annunciando che, se eletti, NON ci andranno e lasceranno il loro posto al secondo arrivato della loro lista.

Meloni, Schlein, Tajani, Calenda imbrogliano gli Italiani chiedendone il voto per finta. Vota me…che a Bruxelles… mando un altro.

La verità è che manderanno a Bruxelles i loro galoppini e l’Italia perderà ancora considerazione e potere in Europa.

Solo Matteo Renzi ha dichiarato che, se eletto, lascerà il Senato Italiano e andrà nel Parlamento Europeo.

Avere in Europa un leader italiano autorevole e internazionalmente stimato è essenziale perché l’Italia ritrovi un ruolo di primo piano in Europa.

Una occasione unica che non può essere persa da chi crede in un nuovo Rinascimento dell’Italia e dell’Europa.

Inoltre, Renzi sosterrà, insieme a Macron, la candidatura di Mario Draghi ai vertici delle Istituzioni Europee.

Un tandem Draghi-Renzi sarebbe l’eccellenza per l’Europa e per l’Italia.

Decisivo è che Matteo Renzi vada in Europa con un grande successo elettorale della lista Stati Uniti d’Europa e con una pattuglia di donne e uomini validi e esperti.

Nelle liste di Stati Uniti d’Europa ce ne sono di eccellenti, dalla Bonino a Caiazza, dalla Tidei a Maraio, a Bellanova, Bernardini, Watson e molti altri.

Votare la Lista Stati Uniti d’Europa e dare la preferenza a Matteo, scrivendo Renzi nella prima riga, è vitale per gli interessi dell’Italia e dell’Europa.

Qui in Toscana, noi Riformisti, insieme a Matteo Renzi voteremo Marietta Tidei, una donna che, alle esperienze parlamentari e regionali, unisce una grande capacità nella politica internazionale ed ha molte possibilità di essere eletta.

Un Ticket Renzi-Tidei accanto al simbolo della lista Stati Uniti d’Europa è certezza di un voto utile e determinante per l’Italia in Europa.

Francesco Colucci, Riformisti di Think Tank Reformists





giovedì 9 maggio 2024

Capannori: I soliti furbetti del PD stanno inciuciando un mini accordo con i Grillini?

Il giorno prima della presentazione delle liste è apparso sui mass media locali un breve e contorto articolo in cui si parla dell’appoggio dei Grillini a Del Chiaro, ma anche di una “intesa politica” sui beni pubblici, l'acqua, la tutela ambientale e la promozione delle comunità energetiche.

Nessuna precisazione se, quando e chi abbia firmato questa intesa fra Grillini e Del Chiaro e/o il PD e sul fatto che esista, che avrebbe forte rilevanza politica.

Unica certezza, che si indicano due persone rappresentanti dei Grillini da inserire nella lista Capannori corre. Che è e rimane, una lista civica.

Non si capisce se è il tentativo del PD di costruire surrettiziamente “un Campo largo” perdente e superato, aggiungendo nottetempo e a tempi scaduti, un accordo con i Grillini a quelli già stipulati e pubblicizzati nelle scorse settimane con Azione, Italia Viva + Europa.

Una alleanza elettorale, esclusivamente locale, di Capannori, che ha alla base solo un chiaro accordo programmatico a tutto tondo ed in cui, la realizzazione degli Assi Viari e del raddoppio Ferroviario, sono l’asse portante.

I Riformisti confermano che mai nessun accordo di “campo largo” palese o occulto è stato firmato nel nostro territorio ed è utopia pensare che lo sarà in futuro.

Le posizioni di Matteo Renzi e di Italia Viva su un PD grillizzato e una destra sovranista sono chiare, come è chiara la scelta elettorale nazionale, per gli Stati Uniti d’Europa, assieme a +Europa, PSI, Libdem, Radicali, Italia c’è.

Su questa pasticciata vicenda, dell’ultimo giorno utile, il PD, Del Chiaro e Francesconi forse dovrebbero sentire il bisogno civico di dare alcuni chiarimenti, per onestà intellettuale nei confronti dei cittadini che andranno a votare e delle altre forze politiche.

Francesco Colucci, Riformisti x Think Tank Reformists  



martedì 7 maggio 2024

Matteo Renzi e il PD

Sole 24ore: Il Presidente di Italia Viva Matteo Renzi, si è espresso sulla proposta di referendum per l'abolizione del Jobs Act:

"Ciascuno la pensi come vuole, ma il dato di fatto è che il PD ha approvato questa legge con gli stessi parlamentari che adesso andranno a raccogliere le firme per abrogarla.

Il Partito Democratico ormai non esiste più.

Il PD riformista che avevamo conosciuto non c'è più".

"Si scrive Schlein si legge M5S, si scrive Schlein si legge Cgil",

La Stampa: Renzi: “Il Pd oggi è succube dei 5 Stelle. Prodi sbaglia sul campo largo”

X: "La segretaria del PD firma per abolire una legge voluta e votata dal PD,

“Finalmente si fa chiarezza”:

“Loro stanno dalla parte dei sussidi, noi dalla parte del lavoro.”

Amici riformisti: ma come fate a restare ancora nel PD?"

Leopolda: “Vi dico perché a Firenze il Pd non è più il nostro Pd: perché non fa le primarie, perché prende i soldi delle multe, perché fa lo stadio con i soldi pubblici, uno scandalo.

“Di sinistra? Non siete nemmeno mancini voi”.

“Cambiate nome, siete il Partito delle Poltrone, non il Partito democratico.  

Conclusione dei Riformisti di Think Tank Reformists:

Matteo Renzi ha pienamente ragione:

Il PD non esiste più.

Non è più un Partito Riformista.

Si è “mutato” in un'altra cosa: un partito massimalista, populista, sottomesso ai Grillini e ad una CGIL, antisistema.

L’elettorato democratico e riformista che votava PD, non può più farlo, ha una unica strada: votare Stati Uniti d’Europa.

Gli iscritti e i dirigenti del PD che credevano in un partito Riformista, debbono prendere atto che non è più così: non possono fare altro che uscire dal PD e venire con Italia Viva e Matteo Renzi.

Francesco Colucci, Riformisti x TTR



 

 

lunedì 6 maggio 2024

Stati Uniti d’Europa: Liste e Preferenze

Le liste SUE in tutte le cinque circoscrizioni elettorali presentano persone di assoluto valore culturale e professionale.

Nella nostra circoscrizione dell’Italia centrale abbiamo inoltre due autorevoli capilista: Gian Domenico Caiazza e Emma Bonino e in fondo alla lista, Matteo Renzi.

Noi Riformisti di Think Tank Reformists riteniamo che tutti e 15 i candidati sia degni di attenzione e di preferenza, tutti ugualmente votabili.

Crediamo che vi debba essere massima apertura, simpatia e valorizzazione per le campagne elettorali di ognuno di loro.

L’importante è che la lista SUE prenda il maggior numero di voti possibile nell’interesse dell’Europa e dell’Italia.

Ognuno voti liberamente chi vuole, ma cerchi di portare più voti possibile alla lista SUE.

Detto questo è ovvio che ognuno abbia le sue preferenze sui candidati ed è giusto che le professi, le spieghi e le sostenga.

I Riformisti per TTR ritengono prioritario indicare come prima preferenza Matteo Renzi, per la coraggiosa battaglia che sta conducendo assieme a Macron e Draghi per rinnovare questa Europa e per evitare un suo collasso politico.

Per le altre due preferenze vi sono varie possibilità a secondo dei criteri che si vorrà privilegiare.

Se crediamo opportuno provare a far eleggere una seconda iscritta di Italia Viva, come pensiamo noi Riformisti, dobbiamo votare Marietta Tidei, che Matteo ha messo al terzo posto in lista, subito dopo i capilista Caiazza e Bonino, come chiara indicazione per Italia Viva.

Una candidata autorevole per il valore e la stima conseguita sul campo in parlamento e nel consiglio regionale del Lazio,

Se vogliamo valorizzare una candidatura toscana Rosa Maria Di Giorgi è una fiorentina di grande valore culturale, con due legislature da deputata alle spalle.

E votare Matteo e due donne è cosa che ci intriga molto.

Valida anche la scelta di dare la preferenza ai capilista, Caiazza e Bonino, ambedue autorevoli e di grande valore.

Oppure possiamo scegliere la candidata viareggina Silvia Bertolucci.

Ognuno deve fare la sua riflessione e la sua scelta, in massima libertà.

Noi abbiamo spiegato e detto le nostre preferenze, ma l’essenziale è dare il massimo impegno a far votare compatti la Lista: Stati Uniti d’Europa.

Francesco Colucci, Riformisti per TTR



 

 

mercoledì 1 maggio 2024

Al centro con Renzi: dell'Europa e dell'Italia

I Riformisti di Think Tank Reformist, giorni fa, avevano rivolto un accorato appello a Matteo Renzi perché partecipasse alle elezioni come candidato nella lista Stati Uniti d’Europa.

Eravamo e siamo convinti che sia una occasione unica per la nascita di una grande centro in Europa e in Italia e che nei prossimi anni la partita politica più determinante si giocherà in Europa.

O l’Europa si completa in senso unitario o sparisce come soggetto politico mondiale.

Una grande partita politica si aprirà in Europa e una squadra con Macron, Draghi, Matteo e Emma, può giocare un ruolo di grande futuro.

In Italia invece il prevedibile successo personale populista di Giorgia alle elezioni renderà immobile la situazione politica fino alle politiche del 2027 e inutile una presenza di Matteo nel Senato Italiano

Per questo, oltre l’appello fatto, eravamo sicuri, contro molti, che Matteo avrebbe scelto coraggiosamente di andare in Europa, vista la sua sensibilità e intelligenza politica, il suo volare alto, con gli occhi al futuro. 

Ci andrà valorizzando i contenuti che stanno dietro al suo slogan elettorale: “AL CENTRO CON RENZI”

Centro vuol dire equidistanza fra sinistra e destra.

Nessuna differenza fra Fratoianni e Salvini, fra la Elly e Giorgia due alfiere del populismo più estremo.

Un Centro espressione di due filosofie: Riformista e Liberale. Dove Riformista è l’opposto di Populista e Liberale è l’esatto opposto di Comunista.

Sappiamo come la “Ditta” la proprietaria occulta del PD a sovranità limitata, sia ancora fortemente intrisa di idee e metodi Leninisti.

La scelta di Matteo è chiara e netta, non ci sono più ma o se, gli “orfani” se ne facciano una ragione e diamo tutti l’anima in questa battaglia elettorale.

Matteo ci ha dato una nuova occasione per riprendere con forza il discorso nato con Italia Viva e la scissione dal PD: la costruzione di un nuovo polo liberal-riformista antagonista e alternativo alla destra e alla sinistra.

Ora sta a noi rispondere "Presente" e battersi per i nostri ideali.

Francesco colucci Riformisti x TTR